UN VENTO ELETTRICO NEL FUTURO DELLA NAUTICA



Nel mondo romano chi correva era considerato un perdente, qualcuno da compiangere, se non proprio da disprezzare. Pare proprio che la saggezza dei nostri avi possa tornarci utile, in tutti i campi della nostra vita, anche in quello della nautica. Durante una diretta Instagram di Fluid/us con Riccardo Sassoli, esperto di nautica, sono emerse direzioni chiare per lo sviluppo sostenibile del settore. Analizzando come la nautica possa abbracciare la necessità di uno sviluppo sostenibile, è risultato chiaro come il vero problema stia nello smisurato consumo di gasolio che le imbarcazioni odierne producono, in confronto a questo, il fatto le la maggior parte sia realizzata in vetroresina, materiale non smaltibile facilmente, diventa un falso problema. Quando una imbarcazione media di 20/30 metri consuma qualcosa come 700/800 litri di gasolio all’ora, diventa evidente come il miglioramento può stare innanzitutto nella ricerca di altri modi di propulsione. Certo, ci si può mettere calmi e aspettare che qualche legislatore volonteroso proponga un limite di velocità, ma si rischia di far crepare il cavallo mentre l’erba cresce. L’aternativa esiste e il mondo dell’automobile l’ha già sposata, il motore elettrico è una realtà, non è ancora abbastanza potente per soddisfare le necessità di mezzi molto più pesanti come sono le barche, ma visti i grandi progressi fatti negli ultimi anni, c’è da aspettarsi che a breve arrivi da quel settore una soluzione che possa essere traslata nel mondo nautico. Nel frattempo, si guarda con stupore e interesse crescente al fatto inaspettato che, grazie alle nuove tecnologie, le buone, care, vecchie barche a vela, oggi siano diventate più veloci di quelle a motore. Che la soluzione sia ibrida? Vento ed elettricità combinati? Un vento elettrico spingerà le barche del futuro?


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