OLTRE LA TECNOLOGIA


Ricorda il libro di Rudofsky “Architetture senza architetti” questo lavoro di Julia Watson, che oltre a insegnare Design urbano presso l’Harvard e la Columbia University, è da sempre attiva sugli argomenti sensibili dell’ecologia. Diviso in quattro capitoli, Montagne, Foreste, Deserti e Ambienti acquatici, la sua ricerca esplora la saggezza e l’ingegno tramandati per migliaia di anni in luoghi come il Perù, le Filippine, la Tanzania, il Kenya, l’Iran, l’Iraq, l’India e l’Indonesia rivelandosi una utilissima panoramica mondiale sulle innovazioni architettoniche e di design delle popolazioni indigene, un sapere pratico che va molto oltre la sudditanza occidentale verso l’high-tech. Pure nella consapevolezza della necessità di ridurre il nostro impatto sull’ambiente, molti progettisti continuano a proporre lo stesso mito della tecnologia basato sullo sfruttamento della natura. Il sapere delle tradizioni estranee al mito tecnologico va in una direzione di collaborazione e cooperazione con gli elementi naturali traendone forza e soluzioni molto più efficaci di qualsiasi delle nostre povere proposte ipertecnologiche.

Julia Watson, Lo-TEK, Design by radical indigenism, Taschen, 2019


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