L’ULTIMA TRANSUMANZA



È appena uscito l’ultimo lavoro di Maurizio Sentieri, e l’Appennino svela qualcuno dei suoi segreti, custoditi in umile e profondo segreto, ascoltiamo: “…un mondo fatto di agricoltura e civiltà (da civitas, città) è un mondo separato dalla natura ancor prima che dalle mura urbane che sarebbero arrivate, quel mondo è in pratica l’unico conosciuto oggi, il mondo nel quale tutti i giorni camminiamo ma con ancora a fianco i geni del paleolitico, quelli che ci accompagnano da prima dell’invenzione dell’agricoltura. È in quel tempo remoto che c’è l’origine di molti dei nostri comportamenti, del nostro rapporto con l’ambiente, con le malattie e il benessere. Un salto in avanti di millenni e alcuni di noi possono dire di aver intuito se non visto il tramonto di qualcosa di quel modo di vivere. Nel nostro paese accade ancora negli anni cinquanta, prima che il boom economico rivolti come un calzino l’economia come la società. Riguarda l’umanità nomade che per secoli ha travalicato gli Appennini in transumanze ricorrenti sempre inseguendo i pascoli più verdi e la fortuna del «sangue che cammina», così chiama le greggi Francesco Biamonti, scrittore finissimo dell’estremo ponente ligure, terre aspre casualmente affacciate sul mare.”


Maurizio Sentieri, L’ultima transumanza, Dagli Appennini appunti per il domani, Rubettino Editore, 2021


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