GEOGRAFIE DEL COLLASSO



“se esistono persone ingrado di negare una pandemia pur alla luce dei fatti, è facile immaginare che un negazionismo ancor più cieco investirà i discorsi che avranno al centro la parola “Antropocene”, un iperoggetto così difficile da capire e manipolare, certamente più facile da ignorare o negare che da avvicinare con strumenti critici, antropologici, immaginativi. Forse molte persone non vorranno guardare in faccia il dinosauro nero che è apparso quasi all’improvviso nel salotto di casa, ma avranno comunque bisogno di strumenti cognitivi per riflettere sulla nuova realtà, e non in termini di svago e successo, ma di sopravvivenza. Se dunque l’umanesimo passerà attraverso una nuova consapevolezza del collasso forse avrà qualcosa da dire prima che sia troppo tardi. Altrimenti avremo perso un’ultima occasione per pensare il nostro futuro in termini umani e non solo produttivi, e il Metodo Antropocene sarà come un’aspirina di fronte a un arto amputato.”


Matteo Meschiari, Geografie del collasso, L’antropocene in 9 parole chiave, Piano B, 2021


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