DISABITARE, ANTROPOLOGIE DELLO SPAZIO DOMESTICO


Ora più che mai, il dibattito sull’architettura ha il bisogno e l’opportunità di ascoltare altre voci che arrivano da territori diversi per arricchire il suo proprio specifico. “La mente-paesaggio. Le terre rappresentano le principali risorse mentali di Homo sapiens: intelligenza tecnica, linguistica, sociale ed ecologica che interagiscono tra loro. (…) La traduzione del pensiero in immagini e dinamiche spaziali non avviene a partire da uno spazio astratto, ma fa uso dello spazio quotidiano, quello che domina l’orizzonte fisiologico e culturale, e che serve da modello-referente per azioni e idee. Fino all’invenzione della città, ma anche dopo, il paesaggio ecologico è stato l’orizzonte totalizzante in cui gesti e pensieri umani erano naturalmente immersi. Si tratti di coevoluzione tra geni e cultura o di prodotto squisitamente culturale, la “mente paesaggistica” è stata, e in molti casi è ancora, un’utile strategia cognitiva per orientarsi nel mondo.”


Matteo Meschiari, Disabitare, Antropologie dello spazio domestico, Meltemi, 2018.

Con interventi di Tim Ingold, Jacques Lévi, Sami Rintala, disegni di Claudia Losi.


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