BELLO MA SOSTENIBILE



L’11 novembre nell’Anfiteatro del Padiglione Italiano all’Expo di Dubai si è tenuta la conferenza “Beautiful but sustainable: the italian way of design” con Massimo Iosa Ghini, Nabyl Chenaf, Antonella Mansi, Maria Porro, Nicola Lener, modearata da Roberto Luongo. Il tema della sostenibilità e della bellezza è di importanza vitale per lo sviluppo del progetto e da porre al centro del dibattito del design e dell’architettura. Riportiamo qui l’intervista che Roberto Luongo ha fatto all’arch. Iosa Ghini.


R.L. - Il tema della sostenibilità le sta particolarmente a cuore. In quali progetti lo possiamo ritrovare?


M.I.G - L’approccio alla sostenibilità è l’esito di un’evoluzione molto naturale verso la ricerca di un significato del mio lavoro. Solo oggi ragiono in termini di armonizzazione generale sulla base del tema della sostenibilità, prima disegnavo inseguendo un’idea, un impulso iconografico, con riferimenti di matrice più storica e artistica, poi il passaggio verso il mondo della produzione mi ha stimolato a un approccio molto più cosciente.


Nel 1996 ho realizzato un piccolo progetto per la città di Hannover, una fermata dell’autobus, e mi ero posto l’obiettivo di coniugare il carattere di riconoscibilità e quello di integrazione, non solamente rispetto al contesto architettonico, ovvero essere camouflage, ma nel senso di “armonizzare” il bus stop rispetto al contesto generale, al contesto produttivo. In questa idea di armonizzazione ho inserito il verde: una vasca che raccoglie l’acqua piovana, la porta nell’invaso inferiore e tiene in vita l’edera che poi ha ricoperto completamente la fermata.

Da questo progetto ho cominciato a ragionare su architetture che integrano il verde all’architettura in modo non solo esclusivamente estetico, ma pratico.


La vera sostenibilità nasce da una reale conoscenza dei contesti, dalla sapienza e dalla capacità di dosaggio degli elementi, nel progettare con armonia dispiegando tutti i mezzi che si hanno a disposizione che debbono essere ad ampio spettro specialistico.


Questa sperimentazione è stata attuata anche con Chef Express nella progettazione delle aree di ristoro autostradali, di cui la prima realizzazione è stata Novara. Lo abbiamo fatto attraverso l’architettura, utilizzando un design semplice, essenziale, smart. Abbiamo usato colori e materiali resistenti ed ecosostenibili, come il legno utilizzato per rivestire l’edificio esterno con segni di architettura lineari, puliti e con alcuni elementi curvi nelle zone di ingresso, allineandoci alla nuova corporate image dell’azienda ben definita e con un’identità spiccata.

Da poco è stato inaugurato a Bologna il progetto del Marconi Express, il progetto più importante e recente a cui abbiamo partecipato che è la struttura innovativa elettrica e sostenibile che ha la funzione di unire l'aeroporto della città di Bologna alla stazione centrale ferroviaria.


Il sistema si sviluppa su un nastro retto da pilotis, il che consente l’attraversamento degli shuttle elettrici su binario di zone urbanizzate. Naturalmente abbiamo disegnato anche le stazioni atte ad accogliere il flusso dei passeggeri. Ogni stazione è collegata all’altra tramite un tracciato, un lungo nastro ecologico con l’utilizzo equilibrato di pannelli fotovoltaici. Il “nastro di energia” produce il 35% dell’energia necessaria al sistema di trasporto, pari a 300 tonnellate di CO2 in meno o 14.000 alberi in più. Altro punto notevole del tracciato è lo scavalco dell’autostrada tangenziale A14, dove i particolari del ponte (denominato “Link”) e gli elementi strutturali in acciaio che lo compongono hanno forme naturali e semplici, che richiamano nel disegno l’inclinazione dell’architettura turrita della città di Bologna.


Ultimamente stiamo progettando un grande hotel legato al parco di Eataly World a Bologna della catena Starhotels, che nascerà dal recupero strutturale e funzionale dell’ex Mercato Florovivaistico della città. Seguendo un’ottica di ecosostenibilità e di rispetto del territorio, l'immobile non verrà abbattuto ma rigenerato secondo le esigenze legate anche alle modifiche della destinazione d'uso della palazzina che da commerciale si trasformerà̀ in turistico- ricettiva.


Siamo stati molto attenti all'uso dei materiali e delle tecnologie. Abbiamo previsto di fare grande uso del legno, utilizzeremo materiali ecologici certificati. Dal punto di vista delle tecnologie, l'hotel sorge accanto a un campo fotovoltaico, e abbiamo progettato un sistema di teleriscaldamento estremamente 'virtuoso' per climatizzazione e acqua calda, inoltre è previsto la raccolta e lo stoccaggio dell'acqua piovana per il riuso in loco.


R.L. - Come si coniuga il tema della sostenibilità ambientale in relazione alla capacità italiana del sistema produttivo?


M.I.G - Al design e all’architettura spettano tre compiti futuri:

  • Integrare l’immateriale al materiale

  • Fare e fabbricare oggetti e ambienti per ridurre l’emissione di CO2

  • Aumentare il benessere e la qualità del vivere

Sono compiti ciclopici ma che passano anche da piccoli grandi progetti dove un pensiero anche embrionale può generare conseguenze enormi, è questa la forza del progetto.


Il sistema italiano è in grado di progettare e realizzare luoghi partendo dalle persone che li vivranno e non solo da quanto costano.


Questa idea di qualità del luogo come sappiamo è esportabile e lo è a maggior ragione nelle grandi opere in quanto nel mondo certamente c’è una enorme richiesta di qualità che ha una ricaduta sulla qualità della vita quotidiana.


Non tutte le società hanno questo approccio o perlomeno non sono in grado di essere così conviventi con esempi, opere e lavori che hanno accompagnato la nostra storia di qualità.


Il design nasce da questa tradizione e dal fatto che un’idea in Italia si può sviluppare molto più facilmente che negli altri paesi per via di quel tessuto di mini imprese che sono in grado di realizzare e proporre prototipi e produzioni normali anche seriali di nuove idee. Questo speciale “microclima” di produzione, alimentato dalla abbondanza di idee, determina un sistema che, pur essendosi ridotto negli ultimi anni, ha ancora una forte azione innovatrice.


R.L. - Ci sono molti materiali ecologici innovativi in fase di sviluppo o già sul mercato oggi - segue queste ricerche; ha già provato a progettare qualcosa con questi nuovi materiali?


M.I.G - Mi tengo aggiornato sui temi legati alla ricerca e alla presenza sul mercato di materiali innovativi che siano anche ecologici, ma purtroppo in alcuni casi i materiali ecologici non sono sempre sostenibili. Si tratta spesso di materiali in via sperimentale e con costi poco competitivi, credo occorra prestare attenzione.


Nella nostra epoca trovo sia importante calcolare l’uso delle varie componenti con precisione al fine di consumare di meno ed essere più consapevole di quello che consumiamo. Per questo motivo seleziono materiali diversi che uniti tra di loro contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale e aumentare il benessere e la qualità del vivere, solo per citarne alcuni:

  • Rivestimenti in gres porcellanato con certificazione led, e utilizzo del 40 % di materiale riciclato.

  • Illuminazione a basso consumo preferibilmente alimentata in tutto o in parte da fonti energetiche rinnovabili come il fotovoltaico.

  • Anche nell’arredo prediligo l’uso di legno certificato FSC proveniente da un uso controllato e consapevole delle foreste e tessuti con certificazioni riconosciute di rispetto degli standard qualitativi e ambientali, ma anche rubinetterie e sanitari con controllo del flusso per consentire un basso consumo d’acqua.

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